“Il Signore ogni giorno vi chiama a
cose grandi”
Benedetto XVI, Incontro con i Cresimandi della Diocesi di Milano (2 giugno 2012)
“Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare
sulle gambe di altri uomini"
Giovanni Falcone
Carissima, Carissimo
con la Maturità si conclude il
tratto di strada che hai percorso al Bentivoglio: è dunque ora di congedarti
(speriamo con un po’ di soddisfazione!) dalla Scuola Superiore e dall’esperienza
degli anni in Collegio.
Questi anni ti hanno fatto vivere
occasioni belle e significative, come anche momenti di fatica e di incertezza
che ti hanno “messo alla prova”. Abbiamo condiviso con te la gioia di vederti
crescere e – insieme – la preoccupazione di farti proposte che fossero autentiche,
indicandoti sentieri coraggiosi, consapevoli che l’avventura educativa è sempre
una sfida e una tensione a osare, a non restare fermi.
L’esame di Stato è punto d’arrivo di
un cammino che ora ti consegna alla stagione nuova della giovinezza. Il tempo
che ti attende – nell’Università o nel mondo del lavoro – è occasione per
iniziare a fare scelte significative: costruendo pian piano il tuo futuro e
coltivando i tuoi desideri, misurandoti con le aspirazioni grandi che abitano
in te e con la realtà, imparando a esprimere quello che sei, entrando in una
relazione più significativa con le persone che incontrerai.
Ti facciamo anzitutto un augurio:
che tu sappia mettere a frutto quanto hai acquisito, in termini di competenze e
– soprattutto – di maturità umana e profondità interiore. Che tu abbia il
desiderio di costruire la tua vita nella
sobrietà e di conservare la paziente, umile audacia dei sogni realizzati con
impegno quotidiano.
E poi vorremmo esprimere anche una
preghiera: che tu abbia a cuore di plasmare la tua libertà nella responsabilità
e nell’affidabilità, perché il tuo “sì” al progetto che Dio ha disegnato per te
– in qualunque forma si esprimerà – sia lieto e fecondo di frutti.
Il giorno in cui sei entrato in
Collegio ti abbiamo accolto con gioia: per noi era importante il tuo volto, non
il numero d’ordine nel registro! Siamo contenti e – se possiamo
dirlo - anche orgogliosi di esserti stati accanto in questi anni: ogni
alunno che si mette davvero in gioco nell’esperienza del conoscere fa onore alla
sua scuola.
Nel tempo della vacanza trova il
tempo per ricordare, con gratitudine, volti incontrati e momenti vissuti in
questi anni: non perderli e custodiscili nello scrigno della tua memoria.
In questi anni – anche se in modo
imperfetto – ti è stato indicato un modello di umanità vera e piena: Gesù di
Nazareth. Non lasciare che resti un’immagine estranea alla tua vita, ma
condividi con lui i tuoi sogni, confronta le tue attese, soprattutto impara da
lui a mettere tutto l’amore del mondo nei tuoi gesti, riscattandoli così dal
loro limite e aprendoli a un orizzonte più grande.
Il Signore è presente in tutti i
luoghi dove la nostra umanità è chiamata a scegliere e decidere: Egli pone la sua mano su ciascuno e
ciascuna.
Senz’altro ti accompagnerà lungo il cammino ogni
giorno, con fedeltà, perché ti ha creato, ti conosce e desidera la tua felicità
più autentica.
Ed è questa felicità che ti auguriamo, con affetto e
stima.
Don Enrico
Tradate, luglio 2012